Luce a Sud

Se ti convincono che nulla può cambiare, nulla cambierà

Quella insana puzza di bassolinismo che ammorba Napoli

Senza appassionarmi più di tanto alle polemiche del coglione (o cogliona) di turno che gettano fango sulla città – in quello sport orribile che con Nando, il mio compagno di vita e lotta, abbiamo ribattezzato “Sputtanapoli” per cui se ti scippano il rolex a Napoli la colpa è della città e se te lo scippano a Milano la colpa è di un emigrato meridionale –  in questi mesi di disoccupazione e ritorno a Napoli definitivo, sento nell’aria un olezzo già noto. Io ricordo bene, come tanti napoletani, gli anni del bassolinismo più sfrenato, i primi 90, quando vivevo ancora qui, lavoravo alla redazione del Tempo e combattevo, con un manipolo di colleghi pazzi, il conformismo politico della mia città, che sempre ha bisogno di un re, di un santo, di un Masaniello sul quale dirottare le proprie speranze senza muovere una sola pacca per far sì che la città si risollevi davvero. Sarà che tra poco li rivedrò tutti i colleghi di allora, sarà che sul gruppo fb del Comune di Napoli c’è una schiera di difensori d’ufficio del Robespierre partenopeo, De Magistris, da far venir l’orticaria, ma mi è tornata in mente la guerra senza frontiere che noi giovani giornalisti sfrenati combattevamo allora, in una città dove c’erano – all’epoca – solo tre quotidiani: Mattino, Repubblica e Tempo, con i primi due schierati sempre in area bassolinana e noi soli  a rompere le uova nel paniere a Don Antonio. Una voce piuttosto forte, comunque fastidiosa. L’unica redazione che mi manca, tra le tante che ho frequentato da allora, è proprio quella lì: esperienza di libertà irripetibile, esperienza di vita unica. Era bello essere una voce fuori dal coro: nella mia carriera professionale non mi è capitato mai più e la strada poi percorsa da battitore libero alla fine non è mai stata altrettanto soddisfacente. Tutti noi poi abbiamo preso altri percorsi, il Tempo chiuse e credo di non esagerare quando dico che il 90 per cento dei giornalisti di allora sono andati via da Napoli. Allora, almeno all’inizio del mandato di Bassolino, bisogna ammettere che alcuni segnali di cambiamento erano visibili: la città aveva comunque cambiato faccia, anche grazie a una serie di contingenze fortuite (il G7, l’intervento di Ciampi, finanziamenti per rifare piazze e strade da Bruxelles, seconda repubblica in fase d’avvio). E Bassolino aveva un buon ufficio stampa, che lo faceva apparire sempre meglio di quanto in realtà non fosse. Oggi che abbiamo un nuovo Bassolino, più giovane e con meno storia politica alle spalle, la città però non mostra segni di miglioramento, nemmeno in questa fase iniziale dove chi vuole illudersi ancora che questa classe dirigente possa fare qualcosa di buono per Napoli dovrebbe scorgere almeno qualche barlume. Ad esempio la Ztl, subito cavalcata come tema di battaglia dalla destra antisistemica (quella istituzionale dorme), mi spiegate quali benefici ha portato alla città? Non è la polemica per la polemica, ma mi spiegate che senso ha blindare il centro storico e non offrire alternative per raggiungerlo? E’ mai possibile che uno degli ultimi baluardi storici della città, San Gregorio Armeno, la strada dei pastori (si, vero, ormai invasa anche dai Cinesi, ma la globalizzazione di merda non risparmia nemmeno le identità più forti) dove da piccola andavo con mio padre a comprare pecorelle e laghetti artificiali, sia quasi deserto? Cioé nell’unico posto di Napoli dove mi hanno borseggiata in 43 anni di vita ieri non ho dovuto nemmeno preoccuparmi di salvare la borsa dalla calca… allora se sindaco sei e se davvero vuoi bene a Napoli come dici (anche se sei interista) non puoi lasciare morire gli ultimi artigiani, gli ultimi artisti, gli ultimi “identitari”. Non puoi trasformare via Duomo in una via dello shopping che non è mai stata, piazza Dante in un’arena chiusa… senza offrire a chi ci lavora delle possibilità per non morire. Perché quel pubblico magnifico che per tuo culo ti circonda, quando vai ad esempio al San Paolo a fingere di entusiasmarti alle prodezze di Cavani fianco a fianco a De Laurentis, prima o poi quel culo non te lo lascia intatto caro sindaco. E i tuoi supporter in servizio permanente effettivo, anche quelli si stancheranno. E allora potrai cercare di salvarti come fece Bassolino, riciclandoti altrove, un ministero, una presidenza di Regione, una nuova auto blu e un nuovo super stipendio… ma Napoli, satura di puzze d’inganni, stavolta non ti perdonerà. Quella meravigliosa e civile Napoli che ogni domenica incontri allo stadio. Quella Napoli che merita di più dell’opportunista di turno: ad esempio il ritorno dei suoi figli non solo per le feste di Natale.

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